Occupazione permanente di suolo pubblico a Milano
Quando l'occupazione supera la breve durata diventa "di lunga durata" o permanente: dehors, ponteggi prolungati, passi carrabili, chioschi ed edicole. Iter più complesso, canone più elevato e rinnovo periodico.
Cosa si intende per occupazione permanente
Si parla di occupazione permanente (o di lunga durata) quando lo spazio pubblico viene utilizzato in modo stabile o per periodi prolungati, di norma oltre i 30 giorni e fino a tempo indeterminato. Nel quadro del Canone Unico la soglia di riferimento è l'anno: l'occupazione permanente ha durata pari o superiore a un anno, quella temporanea inferiore.
Rispetto alla temporanea, l'iter è più articolato: istruttoria tecnica approfondita, talvolta una relazione a firma di un professionista abilitato, eventuali pareri (ad esempio in zone di pregio urbanistico) e un canone più elevato, in genere con rinnovo annuale.
Le principali tipologie
Dehors e plateatici
Tavolini, sedie, pedane e fioriere di bar e ristoranti su suolo pubblico. Concessione di lunga durata, spesso a carattere stagionale o annuale, con prescrizioni su decoro, ingombri e sicurezza.
Ponteggi e cantieri prolungati
Per ponteggi oltre i 30 giorni servono, oltre alla domanda, relazione tecnica, schema planimetrico, copia del titolo edilizio (CIL/CILA) e documentazione assicurativa.
Passi carrabili
Accesso carrabile a un'area privata dalla strada pubblica: è un'occupazione permanente con apposito cartello e canone dedicato, soggetta a regolamento comunale.
Chioschi ed edicole
Installazioni fisse a carattere commerciale: concessione di lungo periodo, istruttoria approfondita e rinnovo periodico del canone.
Mezzi pubblicitari e insegne
Insegne e impianti pubblicitari che insistono sullo spazio pubblico rientrano nel Canone Unico (componente pubblicità), con autorizzazione e canone propri.
Stalli riservati
Stalli dedicati (ad esempio per persone con disabilità o per attività specifiche): occupazione a carattere stabile, soggetta a concessione e regole proprie.
Durata, rinnovo e revoca
Le concessioni permanenti hanno in genere durata annuale e vanno rinnovate nei termini stabiliti dal Comune: il mancato rinnovo comporta la decadenza e l'obbligo di liberare lo spazio. Il Canone Unico viene ricalcolato in base alle tariffe aggiornate. Anche l'uso permanente resta comunque revocabile dal Comune per sopravvenute esigenze pubbliche, di norma con preavviso.
Modifiche e conclusione anticipata
Per cambiare date o dimensioni serve una variazione della concessione, da richiedere prima che la modifica entri in vigore; l'aumento dei metri quadri comporta un pagamento integrativo. In caso di cessazione anticipata, va comunicata al Comune con rimozione di strutture e materiali; il canone già versato non viene rimborsato per i giorni non utilizzati.
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